Soltanto Vento by sh3rry95
Fanwork Notes
- Fanwork Information
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Summary:
Dopo la Nirnaeth Arnoediad, Maedhros rimane solo a Himring, circondato dal silenzio e dai ricordi.<br />
Tra presente e passato, ripercorre ciò che Fingon è stato per lui — e ciò che non potrà più essere.
Ha partecipato all'EAC nel gruppo Hurt/Comfort Italia
Major Characters: Maedhros
Major Relationships: Fingon/Maedhros
Genre: Ficlet, General, Hurt/Comfort, Slash
Challenges:
Rating: General
Warnings:
Chapters: 1 Word Count: 833 Posted on Updated on This fanwork is complete.
Soltanto Vento
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Soltanto Vento
Un vento freddo entrava dalla finestra socchiusa, e Maedhros, seduto nelle sue stanze a Himring settimane dopo la grande disfatta della sua alleanza, teneva il capo fra le mani.
Ancora oggi non si capacitava di come tutto avesse potuto andare così storto.
Pensava a Fingon — al suo sorriso, alla sua energia, ai molti modi in cui la sua gentilezza lo aveva salvato in quegli anni — e non riusciva ad accettare che non fosse più su quelle rive.
Ricordava con chiarezza piccoli episodi, a cui nessuno, se non lui, aveva assistito. Ricordi che gli avevano fatto pensare che, se quella guerra non fosse finita in tragedia, un giorno avrebbe potuto parlare con Fingon. Dare voce a tutto ciò che era rimasto inespresso.
Perché Fingon era stato allora per lui una luce nel buio; probabilmente la sua unica luce nel buio dopo la sua prigionia a Thangorodrim.
Ora tutto questo era scomparso nel nulla.
Chiuse gli occhi e tentò di riportare la mente ai quei giorni.
Le settimane successive al salvataggio, per Maedhros, erano trascorse come in un sogno.
Ogni giorno si svegliava e, per un istante, non riusciva a comprendere bene dove si trovasse. Poi la tenda, il silenzio, l’assenza di catene, lo riportavano alla sua nuova realtà e si alzava cercando di convincersi di essere davvero in salvo.
Ogni giorno camminava nell'accampamento, per svolgere i suoi doveri, cercando di non mostrare quanto rotto si sentisse. A volte però un suono troppo forte lo faceva sussultare, così si fermava e chiudeva gli occhi per riportare l'attenzione sul presente.
In quei giorni Fingon faceva spesso la spola tra l'accampamento di suo padre e quello di Maedhros e i suoi fratelli con scuse spesso ridicole; a posteriori era chiaro il perché: voleva essere certo che quest'ultimo si riprendesse nel modo più completo possibile.
Fu in una di quelle volte che Maedhros pensò che questa persona fosse la sua luce. Stava camminando nella luce della sera, quando uno dei suoi capitani gli aveva comunicato che Fingon era di nuovo lì chiedendo di entrare.
Si incamminò quindi ai margini dell'accampamento e sorrise esasperato quando Fingon lo salutò.
"Ciao, cugino! Ero vicino al vostro accampamento ed essendo scesa la sera ho deciso di passare per un saluto..."
"Sei venuto due giorni fa, Findekáno! Cosa ci facevi qui intorno?" Mormorò piano Maedhros prendendosi il naso tra le dita.
Fingon aveva riso e si era lanciato in un leggero racconto surreale di un cavallo scappato e lui che si era offerto di inseguirlo, finendo lì vicino.
"... Non preoccuparti troppo!" Concluse Fingon "È stata sola una coincidenza fortunata! Ma dimmi" E qui si era fatto improvvisamente serio "... Come stai?"
"Sto bene!" Maedhros ricordò di aver sbuffato e aggiunto "Non ti sei stancato di chiedermelo ogni volta?!"
"...È una domanda legittima!"
“Non lo è… sei esasperante, lo sai?”
Fingon aveva sorriso dandogli una pacca sulla schiena.
“Oh, lo so. È uno dei miei molti pregi.”
"Non commenterò."
Maedhros aveva sorriso guardandolo negli occhi e scuotendo il capo. Quindi aveva aggiunto: "... Andiamo. Ti accompagno ad una tenda libera".
Fingon aveva annuito e si era incamminato accanto a Maedhros.
Mentre stavano camminando, uno dei tanti soldati dell'accampamento fece cadere quella che dal suono sembrava un'armatura, e Maedhros si irrigidì soltanto per un secondo. Ma questo bastò per mettere in allarme Fingon.
"...Maitimo? Tutto bene?"
"...Sto bene, Káno. Non era niente."
Fingon non rispose subito.
Si avvicinò di un passo, come se nulla fosse, e posò una mano leggera sul suo braccio.
Non disse nulla.
Ma non si allontanò.
"Ah.. Anche tu sei esasperante, cugino!" Disse con un sospiro. "Dovresti dirmi se stai male."
Maedhros fece una smorfia.
"... Potresti non dirlo troppo forte? Vorrei evitare di far preoccupare metà dei soldati. In ogni caso, sono passati mesi. Non dovrei..."
"...Sì, dovresti. Dovresti prenderti tutto il tempo che ti serve per guarire". Lo aveva interrotto Fingon sembrando triste per un momento, poi gli aveva sorriso. "Sono certo che tra qualche mese non ci penseremo più"
"Forse".
"Oh, io ne sono certo! Testardo come sei, ti riprenderai in men che non si dica."
Eppure, nonostante quelle parole, Maedhros ricordava che, per un istante, un’espressione fugace di preoccupazione era comparsa sul volto di Fingon. Poi si era avvicinato a Maedhros e lo aveva abbracciato con una tenerezza sorprendente.
"Russo, non dovresti sentirti in dovere di mostrare di essere forte sempre. Non davanti a me".
Maedhros ricordò di aver pensato, nonostante non avesse ricambiato l'abbraccio, che suo cugino era sempre stato troppo gentile per il suo bene.
"... Prenditi cura di te, ok?"
Aveva detto Fingon sconstandosi e lasciandolo andare.
Il ricordo scomparve a poco a poco.
Maedhros rimase immobile nella sua stanza, il respiro irregolare, mentre si accorgeva di stare piangendo.
Il vento freddo che entrava dalla finestra gli sfiorò le dita e per un secondo gli parve di poter ancora sentire l'abbraccio gentile e un po' goffo del cugino.
Abbassò lo sguardo sulle proprie mani.
Nessuno le stringeva.
Nessuno lo avrebbe più fatto.
Se non il vento.
Chapter End Notes
Doveva essere hurt/comfort, enfasi sul doveva 🤣
È invece venuta una cosa triste e devastante...
Detto ciò qualunque tipo di feedback o commento è ben accetto!