New Challenge: Everyman
Create a fanwork about an ordinary character in the legendarium using a quote about an unnamed character as inspiration.
Pubblicato per lo SpringBingo2026 sul gruppo FB "Non solo Sherlock - gruppo eventi multifandom" con tema Notte Stellata.
"It is told that even as Varda ended her labours, and they were long, when first Menelmacar strode up the sky and the blue fire of Helluin flickered in the mists above the borders of the world, in that hour the Children of the Earth awoke, the Firstborn of Ilúvatar. By the starlit mere of Cuiviénen, Water of Awakening, they rose from the sleep of Ilúvatar; and while they dwelt yet silent by Cuiviénen their eyes beheld first of all things the stars of heaven. Therefore they have ever loved the starlight, and have revered Varda Elentári above all the Valar."
Silmarillion - Of the Coming of the Elves and the Captivity of Melkor
Traduzione:
"Si racconta che proprio mentre Varda terminava le proprie fatiche, ed esse furono lunghe, quando per la prima volta Menelmacar salì nel cielo e il fuoco azzurro di Helluin baluginò nelle brume sopra i confini del mondo, in quell’ora si destarono i Figli della Terra, i Primogeniti d’Ilúvatar. Presso il lago illuminato dalle stelle di Cuiviénen, l’Acqua del Risveglio, essi si levarono dal sonno d’Ilúvatar; e, mentre se ne stavano ancora silenziosi presso Cuiviénen, i loro occhi videro come per prima cosa le stelle del cielo. Per questo hanno sempre amato la luce delle stelle e onorato Varda Elentári sopra tutti i Valar."
Un elfo
Nel silenzio che precedeva ogni suono, quando il mondo era ancora giovane, aprì gli occhi. Sopra di lui si stendeva un cielo colmo di luci immobili, e il suo cuore fu scosso dalla meraviglia: erano incredibilmente luminose e belle.
Abbassò lo sguardo su di sé, senza un pensiero consapevole, e vide le proprie mani. Le mosse d’istinto, osservandole come se appartenessero a qualcun altro. Solo allora comprese di avere un corpo e di poterlo muovere.
Sfiorò con le dita l’erba fresca di rugiada e ne sentì il profumo. Poi si sollevò a sedere. Poco lontano, una distesa d’acqua quieta rifletteva le stelle.
Si alzò in piedi, ancora instabile. Intorno a lui, altri simili a lui facevano lo stesso.
Fissò l’acqua per qualche istante e, quasi a dare voce al suo stupore, si avvicinò e tentò di toccare quelle luci. Così facendo si bagnò le mani e rabbrividì.
Intorno a lui, gli altri cominciavano a muoversi, a guardarsi, a cercare di formare parole che ancora non esistevano.
Ma lui rimase in piedi sulla riva, con l’erba bagnata sotto i piedi nudi e il cielo riflesso negli occhi.
E seppe, senza sapere come, che quella luce non lo avrebbe mai abbandonato, nemmeno quando fossero giunte le ombre.